Arte, Legno, Pietra, Simposio

Buddusò, capitale della scultura tra legno, granito e tradizioni

Buddusò: arte, scultura e tradizioni vive nel cuore della Sardegna

Buddusò è uno dei rari esempi in Sardegna di comunità che ha trasformato l’arte in identità collettiva. Borgo dell’entroterra noto per il granito bianco e l’antica tradizione dell’intaglio del legno, Buddusò ha saputo coniugare saperi artigiani e linguaggi contemporanei, diventando nel tempo un laboratorio culturale a cielo aperto.

Il simbolo più alto di questa vocazione è il Simposio Internazionale di Scultura, ma attorno ad esso ruota un sistema più ampio fatto di artigianato, musica, costumi, riti e partecipazione comunitaria.

Il Simposio Internazionale di Scultura: un’esperienza pionieristica

Nato nel 1984, il Simposio Internazionale di Scultura di Buddusò, conosciuto anche come Simposio del Legno e del Granito, è stato un evento pionieristico non solo per la Sardegna, ma per l’intero panorama europeo: fu infatti il primo simposio del genere nell’isola e il quarto in Europa negli anni Ottanta.

L’idea era semplice e rivoluzionaria: invitare scultori da tutto il mondo a lavorare dal vivo, in piazza, utilizzando i materiali simbolo del territorio – legno e granito – sotto gli occhi della popolazione.

In oltre vent’anni di attività il simposio ha prodotto: Centinaia di opere lignee e di sculture in granito.

Oggi queste opere sono visibili nel Museo d’Arte Contemporanea e lungo le vie del paese, rendendo Buddusò un vero museo diffuso.

Le origini: 1984–1990, l’idea e i protagonisti

Il simposio nasce per iniziativa di Tommaso Tuccone, allora responsabile del Centro Culturale comunale, con il pieno sostegno del sindaco Antonio “Nino” Mura.

La prima edizione, tenutasi dal 29 giugno al 1° luglio 1984, fu intitolata a Mastru Mimmíu Solinas (1897–1978), grande maestro dell’intaglio buddusoino.

Per tre giorni il paese si trasformò in un atelier all’aperto:

  • tronchi e tavole di legno forniti agli artisti
  • box di lavorazione nelle piazze
  • cittadini e visitatori coinvolti nel processo creativo

Fin dalla prima edizione emerse la vocazione internazionale, con artisti provenienti da Sardegna, Italia, Francia, Polonia, Argentina e altri Paesi. La serietà artistica dell’evento fu confermata anche da scelte rigorose, come la decisione della giuria di non assegnare il primo premio assoluto nel 1984.

Dal 1985 il format si ampliò includendo la scultura su granito, alternata a quella su legno, rendendo Buddusò la capitale sarda della scultura contemporanea.

Dalla sospensione alla rinascita: 2003–2023

Nel 2003, dopo l’11ª edizione, il simposio si fermò. Le cause furono soprattutto economiche: la crisi della filiera del granito colpì duramente Buddusò e l’intera Gallura, riducendo risorse e sostegni.

Una prima rinascita avvenne nel 2013, grazie a un finanziamento regionale. L’XI Simposio su granito puntò sui giovani scultori sardi, abolendo la competizione e valorizzando l’esperienza formativa.

La vera svolta recente arriva però nel 2023, con la nascita di “Spirit of Rocks”, un contenitore culturale più ampio che integra:

  • scultura
  • poesia
  • musica
  • teatro
  • fotografia

Durante la XII edizione del Simposio, cinque artisti internazionali hanno scolpito il granito sul tema della musica, mentre il paese ospitava incontri, spettacoli e dibattiti. In quell’occasione è stata consegnata una targa a Tommaso Tuccone, riconoscendone il ruolo fondativo.

L’arte dell’artigianato: identità materiale di Buddusò

La scultura è solo una parte di un sistema artigiano complesso e secolare.

Intaglio del legno

Il simbolo dell’artigianato locale è la cassapanca intagliata sarda, baule nuziale decorato con motivi geometrici e floreali. Buddusò ha mantenuto viva questa tradizione grazie a maestri ebanisti di fama, tra cui Mastru Mimmíu Solinas.

Granito

Il granito di Buddusò è stato per decenni un pilastro economico e culturale. Case, chiese e opere pubbliche in tutta la Sardegna portano la firma degli scalpellini buddusoini. Oggi le sculture disseminate nel paese ne sono la testimonianza più visibile.

Tessitura, sughero e coltelli

Un tempo quasi ogni famiglia possedeva un telaio. Si produceva orbace, tappeti e arazzi. Importante anche la lavorazione del sughero (concas, oggetti domestici) e la forgiatura del resòlza, il coltello sardo dei pastori.

Musica, balli e costumi: la cultura che si muove

Le feste di Buddusò sono animate da:

  • organetto diatonico
  • balli tradizionali (ballu tundu, passu torrau)
  • canto corale e poesia estemporanea

Il costume tradizionale di Buddusò, tra i più eleganti dell’isola, racconta lo stato civile e l’età di chi lo indossa. Ricami, velluti, bottoni d’oro e orbace ne fanno un abito identitario, indossato con orgoglio durante processioni e rassegne folkloristiche.

Tradizione e turismo culturale

Buddusò non punta sul turismo di massa, ma su un’esperienza autentica e partecipata. Il Comune e le associazioni culturali investono nella tutela della lingua sarda, nei gruppi folk, nel Calendario Unico degli Eventi e in progetti artistici come murales e itinerari culturali.

Anche eventi contemporanei come il Rally di Sardegna contribuiscono a mostrare al mondo il paesaggio granitico e l’anima profonda del territorio.

Buddusò, una comunità che scolpisce il futuro

Buddusò è la dimostrazione che arte, memoria e comunità possono diventare motore di sviluppo sostenibile. Qui la cultura non è vetrina, ma pratica quotidiana: si scolpisce il granito, si indossa la storia, si canta la lingua degli avi.

Un paese che non ha mai smesso di plasmare la propria identità, trasformandola in valore condiviso.